Umberto Fracchia

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Umberto Fracchia 2017-09-27T12:24:35+00:00

Umberto FracchiaUmberto Fracchia (Lucca, 5 aprile 1889 – Roma, 5 dicembre 1930) è stato uno scrittore italiano.

Il padre piemontese, ufficiale di cavalleria, gli trasmise il carattere riservato e scrupoloso. Dalla madre genovese invece Umberto Fracchia ereditò la spiccata fantasia e il gusto dell’avventura, che egli a sua volta alimentò con le letture salgariane dell’infanzia. Ambedue i tratti del carattere sono riscontrabili in qualche misura nella sua narrativa. Nei suoi scritti è anche facile trovare traccia del suo attaccamento al paesino montano di Bargone, nell’entroterra genovese, dove era solito trascorrere il periodo estivo nella casa dei nonni materni.

All’età di sette anni si trasferì con la famiglia a Roma, dove fece gli studi classici e conseguì la laurea in giurisprudenza. Fu subito chiara però la sua predilezione per gli studi letterari, così come fu precocissima la sua produzione giovanile. Pubblicò a proprie spese i primi libri (Le Vergini e La Favola dell’innocenza), quando ancora non aveva ultimato gli studi liceali. Ed era ancora studente universitario, quando fondò la rivista letteraria Lirica assieme ad Arturo Onofri. Attiva tra il 1912 e il 1913, questa rivista assieme ad altre – a partire dalla Voce fiorentina – alimentò l’intenso dibattito della prima metà del Novecento.

Nel 1914 partecipò come ufficiale alla prima guerra mondiale. Al termine del conflitto, partecipò al gruppo di letterati e giornalisti operanti a Roma che rilevò, con l’intento di dar vita ad una produzione cinematografica di qualità, la “Tespi Film”, presso la quale egli fu regista di 4 film prima che la cinematografia italiana fosse bloccata dalla crisi che la colpì nei primi anni venti. Tornò quindi al giornalismo e alla critica letteraria e dopo dopo la pubblicazione del suo primo romanzo Il perduto amore (1921), si trasferì a Milano. Qui collaborò al quotidiano Il Secolo e poi diresse due settimanali, in successione Comoedia e Novella, che all’epoca pubblicavano recensioni e racconti inediti. In quel periodo fu anche collaboratore e corrispondente a Parigi del Corriere della sera. La pubblicazione del secondo romanzo Angela (1923), tradotto in varie lingue, ebbe un successo clamoroso.

Nel dicembre 1925 uscì a Milano la nuova rivista La Fiera Letteraria sotto la sua direzione. Di fronte alle crescenti pressioni del regime fascista, egli cercò di difendere la propria indipendenza. Così, ad esempio, non esitò a lasciare la direzione della Fiera letteraria, allorché la redazione di quella rivista fu trasferita a Roma nel 1927 con la nuova testata L’Italia letteraria. D’altronde, l’anno precedente lo stesso Fracchia si era affiancato a Benedetto Croce nel propugnare, sulle pagine del Baretti, l’importanza di una cultura non asservita alla politica e al potere.

Intanto, durante la sua residenza romana, sempre più spesso avvertiva il bisogno di riparare nella sua oasi di Bargone, dove la casa dei nonni era stata ristrutturata con fiabesca fantasia.

La notte del 5 dicembre 1930, assistito dalla moglie, morì a Roma per un attacco di angina pectoris.

Nel 1959, i suoi resti furono traslati nell’amatissima Bargone. I suoi manoscritti e documenti sono conservati nella biblioteca dell’università di Genova.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Fracchia

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Autore:
Umberto Fracchia
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Fracchia, Umberto
Elenco:
F