Pietro Fanfani

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Pietro Fanfani 2016-10-14T03:24:39+00:00

Pietro FanfaniNato a Collesalvetti (LI) o, secondo alcune fonti, a Montale (PT). Fanfani non visse che i primi due anni a Montale. Il padre acquistò una casa a Pistoia e vi si trasferirono. A otto anni fu mandato per un anno da un cugino della moglie, parroco di Capezzana, Prato, perché era irrequieto e turbolento, il parroco gli insegnò la grammatica latina.

Ritornato a Pistoia, andò a scuola con scarso profitto. Il padre si rovinò economicamente per via di una grossa mallevadoria pagata per il cognato. A undici anni Pietro entrò in seminario e ottenne buoni risultati nello studio. Nel 1828 fu iscritto alla scuola di retorica del canonico Giusette Silvestri, latinista ed appassionato della Divina Commedia. Il padre, non potendo permettersi di mandarlo all’università, gli fece frequentare la scuola medico-chirurgica di Pistoia, dove conobbe Filippo Pacini, futuro anatomista.

Nel 1842, dopo anni di vita sregolata, decise di dedicarsi interamente agli studi. Grazie al priore Andrea Fabbri divenne un paleografo latino. Studiò il greco. Copiò cronache e antichi documenti per mantenersi, su commissione di Enrico Bindi, allora docente di retorica in seminario. Nel 1843 iniziò a scrivere per giornali e riviste. Pubblicò Osservazioni sulla Divina Commedia nel periodico Memorie di Letteratura e scritti di critica letteraria pungenti e alcuni Ritratti morali su la Rivista di Firenze. Nel 1847 stampò il periodico Ricordi Filologici, su cui scrissero Luigi Fornaciari, Giuseppe Giusti, Basilio Puoti, Niccolò Tommaseo.

Nel 1848 partì in Lombardia con i volontari toscani contro l’Austria. Sergente maggiore della 4ª compagnia del secondo battaglione, combatté a Montanara il 29 maggio e fu fatto prigioniero. Fu condotto a Mantova e da lì, a marce forzate, a Theresienstadt, Boemia, dove fu liberato a settembre con l’Armistizio di Salasco. Rifiutò l’incarico d’insegnante a Torino, offertogli da Vincenzo Gioberti, per diventare “commesso di prima classe” di Francesco Franchini, Ministro della Pubblica Istruzione nel Ministero Guerrazzi. Si sposò con Zaira Capecchi che morì pochi mesi dopo.

Nel 1849 pubblicò le Osservazioni al Nuovo Vocabolario della Crusca Modena 1849, dove, con franchezza criticò modalità e voci dei primi cinque fascicoli della quinta ristampa del Vocabolario dell’Accademia della Crusca.

Il Fanfani nel 1851 pubblicò il mensile L’Etruria (1851-1852), che parlava di filologia, letteratura, belle arti. Vi collaborò Alessandro D’Ancona. In seguito pubblicò Il Passatempo (1856-1857). Poi pubblicò Il Piovano Arlotto (1857-1859). Nel 1859 venne eletto bibliotecario della Marucelliana, ufficio che tenne fino alla morte. Filologo molto noto e letterato, fu autore di importanti vocabolari.

Fu funzionario al Ministero della Pubblica Istruzione e si mise in evidenza come editore di testi antichi e come lessicografo. Purista convinto e fervente, contrastò le idee e le convinzioni dei manzoniani sulla lingua, opponendosi all’ipotesi che gli italiani mancassero di un idioma unico, che invece secondo lui doveva essere forgiato sul fiorentino.S’impegnò in difesa dell’integrità e della purezza della lingua, considerata come un collante ed una base indispensabile per la nazionalità.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Fanfani

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Autore:
Pietro Fanfani
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Fanfani, Pietro
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