Leopoldo Franchetti

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Leopoldo Franchetti 2017-09-26T14:26:57+00:00

 

Leopoldo FranchettiLeopoldo Franchetti nacque in una famiglia ebraica livornese. I Franchetti, mercanti internazionali, si erano stabiliti nella città toscana dalla Tunisia negli ultimi decenni del XVIII secolo e fino alla seconda metà degli anni trenta dell’Ottocento furono una delle più importanti famiglie della locale comunità ebraica. Il padre di Leopoldo, Isacco, fu insignito del titolo sabaudo di barone, per servizi resi.

Liberale, cresciuto sotto l’influsso intellettuale del positivismo di Stuart Mill, nell’ambiente fiorentino degli anni settanta dell’Ottocento, Leopoldo si lega a Pasquale Villari e Sidney Sonnino costituendo con loro un gruppo di intellettuali conservatori, preoccupati della crisi politica della Destra storica e contrari all’avvento della Sinistra al potere, ma nello stesso tempo attenti ai problemi sociali.

Nel 1876 realizza insieme a Sonnino una celebre inchiesta sulle condizioni politiche e amministrative della Sicilia. Il volume, che viene pubblicato al ritorno, impone per la prima volta alla coscienza politica nazionale, l’esistenza della mafia che i viaggiatori hanno verificato dominare i rapporti sociali nelle campagne dell’isola, con un apporto al dibattito sulla questione meridionale. L’esigenza di approfondire lo studio dei problemi della società italiana spinse Franchetti e Sonnino a dar vita alla rivista Rassegna settimanale, pubblicata dal 1878 al 1882, trasformata poi nel quotidiano La Rassegna, pubblicato dal 1882 al 1886 con la direzione di Michele Torraca.

Insieme a Giustino Fortunato fonda l’Associazione per gli interessi del Mezzogiorno.

Condivide l’espansione coloniale italiana; lavora in Eritrea come consigliere del governo italiano per l’agricoltura e più di due decenni dopo, nel 1913, visita la Libia alla testa di una missione economica e agraria, promossa e diretta da lui.

Nel 1880, con il fratello Giulio, acquista la tenuta di Rovigliano, nelle vicinanze di Città di Castello, e successivamente quella della Montesca. A fine secolo (quando separano i loro patrimoni) i due fratelli possiedono 36 poderi per circa 700 ettari.

Nel 1882 inizia la carriera parlamentare come deputato per l’Unione Liberale Monarchica, eletto per la XV legislatura nel collegio di Perugia I, dove viene confermato nelle due legislature successive.

Dalla XVIII legislatura viene eletto nel collegio di Città di Castello e confermato nelle quattro legislature successive. Non rieletto nel 1904, viene nominato senatore il 4 aprile 1909.

Sensibile alle problematiche sociali ed economiche si appassiona in particolare al problema agrario non solo cogliendo la necessità di una riforma economica del settore ma indirizzando i suoi sforzi verso il miglioramento delle condizioni culturali e di vita dei contadini.

Nel 1900 si unisce in matrimonio con Alice Hallgarten (nata a New York nel 1874), conosciuta a Roma; gli Hallgarten sono a loro volta una importante famiglia ebraica tedesco-americana, impegnata anche in attività filantropiche.

Nel 1880, insieme con il fratello Giulio, su disegno dell’architetto Boccini e sotto la direzione di Alberto Testi, il barone Leopoldo aveva iniziato su una collina a tre chilometri da Città di Castello la costruzione della sua futura residenza (Villa Montesca), ultimata nel 1900. Qui tra il 1901 e il 1902 viene creata una scuola elementare alla quale possono accedere gratuitamente i figli dei contadini fino alla sesta classe; nel 1909 Maria Montessori è chiamata a tenere i primi corsi in cui trova applicazione il suo innovativo metodo didattico. Nel 1908 i coniugi Franchetti istituiscono a Città di Castello il Laboratorio della Tela Umbra.

Alice Franchetti Hallgarten muore il 22 ottobre 1911.

Leopoldo Franchetti già molto colpito dalla prematura scomparsa della moglie, muore suicida a Roma il 4 novembre 1917 appena dopo la rotta di Caporetto. Scrive Giustino Fortunato – ‘Leopoldo Franchetti Ricordi’ Roma 1918 – : “Il fatal giorno in cui l’abisso ci si aprì improvviso dinnanzi… quel cuore, che tutto e sempre aveva vissuto di fede, non poteva più battere e si spezzò.”). Leopoldo Franchetti è sepolto, con la moglie, nel Cimitero acattolico del Testaccio a Roma. Sulla sua tomba è scritto: “Italiam dilexit opere / usque ad mortem”.

Con il testamento, che reca la data del 1º agosto 1911, Leopoldo Franchetti aveva tra l’altro stabilito che alla sua morte i suoi fondi con le rispettive scorte passassero in proprietà dei coloni che li coltivavano al momento della sua dipartita.

La Villa della Montesca è attualmente di proprietà della Regione dell’Umbria, che la utilizza come sede di un proprio Centro di Studi e Formazione.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_Franchetti

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Autore:
Leopoldo Franchetti
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Franchetti, Leopoldo
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F