Scritto nel 1925 – ma questa edizione elettronica comprende l’importante introduzione alla seconda edizione del 1944 – questa raccolta di scritti, che apparvero ne “La rivoluzione liberale” di Gobetti, rispecchia la rivisitazione critica del processo che portò all’unità d’Italia, risultato di una “conquista regia” che non aveva voluto intaccare il vecchio ordinamento semifeudale del Mezzogiorno. Attraverso il trasformismo inaugurato da Cavour, proseguito da Giolitti e non certo accantonato da Mussolini, si era cristallizzata la tendenza della borghesia meridionale all’assenteismo politico e alla corruzione. Dorso supera le tradizionali concezioni riformiste che si riferivano a Giustino Fortunato, vedendo la soluzione della questione meridionale in un movimento capace di sciogliere i legami tra il grosso ceto proprietario e la media e piccola borghesia urbana, orientando quest’ultima verso le masse contadine, da sempre estranee allo stato “risorgimentale”, e indirizzandole alla lotta contro lo sfruttamento instaurato dopo l’unità ai danni del Mezzogiorno dalle classi dirigenti settentrionali, per mezzo dell’eliminazione dell’industria meridionale, la pressione fiscale eccessiva, e con le protezioni doganali. Il tutto in sintonia con i grandi agrari del sud, che per mantenere grano e cotone diedero il colpo di grazia all’agricoltura specializzata meridionale.

Sinossi a cura di Paolo Alberti

Dall’incipit del libro:

Le amichevoli pressioni di alcuni amici e lo sviluppo della crisi nazionale mi inducono a ristampare questo libro, che affronta il nostro problema istituzionale dal punto di vista piú profondo che sia stato mai tentato, poiché mostra attraverso quali vie il fondamentale compromesso, che è alla base stessa della vita politica italiana, si sia affermato e minacci di riprodursi permanentemente.
Avrei voluto, però, per lo meno rimaneggiare il testo tenendo conto degli avvenimenti successivi, e depurandolo di tutto ciò che si riferisse a situazioni di partito ormai tramontate. Ma mi si è fatto osservare che, in tal caso avrei dovuto scrivere un’opera nuova, e che la brevità del tempo non lo consentiva. D’altra parte, questo è un libro per gli iniziati, e non per il pubblico grosso, gli iniziati non incontrano difficoltà a depurare il pensiero dagli elementi contingenti, per spremerne le idee centrali che non tramontano.
Ciò vale a dire che il lettore dev’essere un po’ il collaboratore dello scrittore e non mi nascondo che tale fatica addizionale è abbastanza noiosa, ma i miei amici sostengono che oggi vi sono molte persone disposte a fatiche anche maggiori pur di soddisfare il loro intimo desiderio di penetrare le riposte ragioni del difettoso funzionamento del nostro congegno statale.

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titolo:
La rivoluzione meridionale
titolo per ordinamento:
rivoluzione meridionale (La)
descrizione breve:
Scritto nel 1925 – ma questa edizione elettronica comprende l’importante introduzione alla seconda edizione del 1944 – questa raccolta di scritti, che apparvero ne “La rivoluzione liberale” di Gobetti, rispecchia la rivisitazione critica del processo che portò all’unità d’Italia, risultato di una “conquista regia” che non aveva voluto intaccare il vecchio ordinamento semifeudale del Mezzogiorno.
autore:
opera di riferimento:
La rivoluzione meridionale / Guido Dorso. - Milano : Il saggiatore, 1969. - 370 p. ; 19 cm.
licenza:

data pubblicazione:
22 maggio 2018
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
SCIENZE POLITICHE / Generale
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Paolo Oliva, paulinduliva@yahoo.it