L’edera

L’edera2017-10-31T14:19:15+00:00

Dall’incipit del libro:

Era un sabato sera, la vigilia della festa di San Basilio, patrono del paese di Barunèi. In lontananza risonavano confusi rumori; qualche scoppio di razzo, un rullo di tamburo, grida di fanciulli; ma nella straducola in pendio, selciata di grossi ciottoli, ancora illuminata dal crepuscolo roseo, s’udiva solo la voce nasale di don Simone Decherchi.
«Intanto il fanciullo è scomparso», diceva il vecchio nobile, che stava seduto davanti alla porta della sua casa e discuteva con un altro vecchio, ziu Cosimu Damianu, suocero d’un suo figlio. «Chi l’ha veduto? Dov’è andato? Nessuno lo sa. La gente dubita che l’abbia ucciso il padre… E tutto questo perché non c’è più timor di Dio, più onestà… Ai miei tempi la gente non osava neppure figurarsi che un padre potesse uccidere il figlio.»

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titolo:
L'edera
titolo per ordinamento:
edera (L')
autore:
opera di riferimento:
"Grazia Deledda - I grandi romanzi" a cura di Marta Savini. Newton Compton Editori S.r.l., Roma, 1993. I Mammut n. 12
licenza:

data pubblicazione:
31 ottobre 1997
opera elenco:
E
ISBN opera di riferimento:
88-7983-018-X
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Stefano D'Urso, mc6008@mclink.it
revisione:
Stefano D'Urso, mc6008@mclink.it
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