Pubblicato nel 1889 è il primo dei tre “Romanzi della Rosa“, formando un ciclo narrativo con L’innocente e Il trionfo della morte. La rosa allude alla voluttà, tema comune ai tre romanzi. Gli ideali di sensibilità e di raffinatezza e il gusto del tecnicismo formale propri del decadentismo sono qui utilizzati con magistrale abilità dal poeta vate per esprimere una sensualità ostentata nel suo aspetto più morboso.

Andrea Sperelli è un nobile romano (nato però in Abruzzo) che risiede a Palazzo Zuccari a Roma. Il suo amore per Elena Muti, anch’essa nobile, conosciuta ad una festa mondana, è ormai finito, così Andrea, dopo la definitiva separazione da lei, si lascia andare ad incontri amorosi. Ferito durante un duello, viene ospitato dalla cugina nella villa di Schifanoja a Francavilla, dove conosce la ricca Maria Ferres, moglie del ministro plenipotenziario di Guatemala, di cui subito s’innamora e dalla quale viene ricambiato. Andrea, appena guarito, torna a Roma e si rituffa nella sua solita vita mondana. Anche Donna Elena è tornata a Roma dopo due anni, durante i quali aveva preso in seconde nozze Lord Heathfield. Andrea è combattuto tra due amori: Elena Heathfield e Maria Ferres, anche lei trasferitasi a Roma con il marito e la figlia Delfina. Presto Andrea viene a sapere di una crisi finanziaria del marito di Maria che, avendo barato ad una partita a carte, è costretto a trasferirsi con tutta la famiglia. Prima di partire, Donna Maria vuole concedersi per l’ultima notte ad Andrea, ma lui, essendo troppo innamorato di Elena, rovina tutto. Ad Andrea non resta che la solitudine e la consapevolezza di stare osservando un’epoca storica che cambia: ossia il passaggio del potere della nobiltà di Roma alla democrazia popolare.

Sintesi dell’opera tratta da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_piacere_(romanzo)

Dall’incipit del libro:

L’anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di Maggio. Su la piazza Barberini, su la piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorio confuso e continuo, salendo alla Trinità de’ Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato.
Le stanze andavansi empiendo a poco a poco del profumo ch’esalavan ne’ vasi i fiori freschi. Le rose folte e larghe stavano immerse in certe coppe di cristallo che si levavan sottili da una specie di stelo dorato slargandosi in guisa d’un giglio adamantino, a similitudine di quelle che sorgon dietro la Vergine nel tondo di Sandro Botticelli alla Galleria Borghese. Nessuna altra forma di coppa eguaglia in eleganza tal forma: i fiori entro quella prigione diafana paion quasi spiritualizzarsi e meglio dare imagine di una religiosa o amorosa offerta.
Andrea Sperelli aspettava nelle sue stanze un’amante. Tutte le cose a torno rivelavano infatti una special cura d’amore. Il legno di ginepro ardeva nel caminetto e la piccola tavola del tè era pronta, con tazze e sottocoppe in maiolica di Castel Durante ornate d’istoriette mitologiche da Luzio Dolci, antiche forme d’inimitabile grazia, ove sotto le figure erano scritti in carattere corsivo a zàffara nera esametri d’Ovidio. La luce entrava temperata dalle tende di broccatello rosso a melagrane d’argento riccio, a foglie e a motti. Come il sole pomeridiano feriva i vetri, la trama fiorita delle tendine di pizzo si disegnava sul tappeto.

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titolo:
Il piacere
titolo per ordinamento:
piacere (Il)
descrizione breve:
Pubblicato nel 1889 è il primo dei tre "Romanzi della Rosa". La rosa allude alla voluttà, tema comune ai tre romanzi. Gli ideali di sensibilità e di raffinatezza e il gusto del tecnicismo formale propri del decadentismo sono qui utilizzati con magistrale abilità dal poeta vate per esprimere una sensualità ostentata nel suo aspetto più morboso.
autore:
opera di riferimento:
Il piacere / Gabriele D'Annunzio ; con un racconto storico sulla nascita de Il piacere, una cronologia e una bibliografia a cura di Giansiro Ferrata. - Milano : A. Mondadori, 1989. - 409 p. ; 19 cm. - (Oscar. Narrativa ; 179).
copertina:
[elaborazione da] "Judith and the Head of Holofernes (1901)" di Gustav Klimt (1862–1918). - Österreichische Galerie Belvedere, Vienna, Austria. - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Judith_1_(cropped).jpg. - Pubblico dominio.
cura:
Ferrata, Giansiro
licenza:

data pubblicazione:
6 giugno 2018
opera elenco:
P
ISBN:
9788828101703
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Stefano D'Urso, mc6008@mclink.it
Catia Righi, catia_righi@tin.it
impaginazione ePub:
Marco Calvo
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Stefania Lombardi