Luigi Cherubini

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Luigi Cherubini 2017-12-05T15:29:19+00:00

Luigi CherubiniLuigi Maria Cherubini (Firenze, 14 settembre 1760 – Parigi, 15 marzo 1842) è stato un compositore italiano, esponente del Classicismo.

Figlio di Bartolomeo, cembalista, cornista e direttore della Cappella Granducale di Firenze, fu il decimo di dodici figli. Incominciò a studiare musica all’età di sei anni col padre; tre anni dopo venne affidato ai maestri Bartolomeo e Alessandro Felici, Alessandro Bizzarri e Giuseppe Castrucci, con cui studiò canto, contrappunto e organo.

Compiuti gli studi a Milano e a Bologna, culminati con Giuseppe Sarti, che lo avviò alla carriera operistica, dove debuttò col Quinto Fabio, il suo primo vero successo. Iniziò ancora molto giovane a comporre musica sacra.

La sua prima opera fu una messa solenne a quattro voci con orchestra che fu eseguita a Firenze realizzata quando aveva tredici anni. Seguirono altre opere di musica religiosa e da camera molto apprezzate al punto da indurre il granduca Pietro Leopoldo di Toscana ad assegnargli una pensione (1778), necessaria per il soggiorno di studio bolognese dove l’attese il maestro Sarti. Negli anni che vanno dal 1780 al 1784 fu prolifico di opere teatrali al punto da ottenere un invito per recarsi a Londra, dove compose l’opera buffa La finta principessa e il Giulio Sabino.

Fu autore di numerose opere liriche prima di stabilirsi a Parigi nel 1787, assumendo con G. B. Viotti la direzione di un teatro musicale. L’ Ifigenia in Aulide (Torino, 1788) segnò il suo distacco dalle scene italiane, e il Démophoon, su testo di Jean-François Marmontel il suo debutto nell’Opera. A Parigi, dove entrò a far parte del nuovo Conservatorio, che diresse poi dal 1821 al 1842, lasciando la carica poche settimane prima della morte, e dove strinse amicizia con Viotti. Durante la rivoluzione visse a Gaillon e fu nominato professore alla Scuola di musica della Guardia nazionale. Il maestro arrivò all’apice della carriera operistica dal 1790 quando le sue opere vennero eseguite con successo in Europa.

Nel 1805 si trasferì a Vienna, dove fu accolto da Haydn, e lo stesso Beethoven lo proclamò il maggior compositore drammatico vivente. In seguito agli eventi bellici ed alla difficile situazione teatrale austriaca, fu costretto a ritornare a Parigi, dove l’accoglienza fu piuttosto fredda al punto da indurlo a dedicarsi temporaneamente alla compilazione di un erbario e decise di occuparsi di musica sacra.

Massone, fu membro della Loggia Saint-Jean de Palestrine del Grande Oriente di Francia.

Ebbe maggiore successo e riconoscimenti in Francia negli anni successivi. Morì nel 1842 e fu sepolto nel Cimitero del Père-Lachaise.

Le sue composizioni, in stile classico, mostrano una grande padronanza del contrappunto. Nel 1808 compose la sua più importante opera di ispirazione religiosa, la “Messa Solenne in fa maggiore in tre parti“; un altro grande contributo alla musica sacra fu la “Messa per l’incoronazione di Luigi XVIII” in sol maggiore per coro e orchestra (1815). Altre composizioni di musica sacra comprendono il “Credo a 8 voci e organo” del 1808, la Messa in do maggiore (1816) e i “Requiem in do minore” (1816) e in re minore (1836).

Tra le numerose altre composizioni di Cherubini – che tra il 1773 e il 1835 scrisse la musica per oltre trenta opere teatrali – si ricordano le opere liriche Lodoïska (1791), Medea (1797) che segna un ritorno alla tragedia classica grazie all’apporto di Gluck, e Les deux journées (1800), oltre a mottetti, cantate e quartetti per archi.

La fortuna di Cherubini in Francia lo aveva portato a ruoli di responsabilità, ma essa fu ostacolata dall’avversione di Napoleone Bonaparte, musicalmente nostalgico dell’ancient regime. Napoleone perciò non poteva soffriere Cherubini, che secondo lui scriveva musica rumorosa e difficile. Cherubini non poté sopportare a lungo questo disagio, e Cherubini accettò un invito a Vienna, dove dopo pochi mesi Napoleone arrivò col suo esercito vittorioso, e lo incaricò di organizzare i concerti di corte nel Castello di Schönbrunn. A Vienne scrisse la Faniska, e rientrato a Parigi per una crisi di depressione risolse di abbandonare la musica.

Nel 1808, la principessa di Chimay, ospite del suo castello, riuscì a convincerlo a comporre una Messa., mentre il teatro non ebbe più che pochi rari contributi: Pigmalione (1809), la piccola opera comica Crescendo (1810), Les abencerages (1813), e ultima in ordine di tempo, Ali-Baba ou les quarante voleurs (1833).

Ebbe inizio una terza maniera in cui prese il sopravvento la sua antica tendenza alla severità del contrappunto e della musica da chiesa. Scrisse due Messe e due Requiem (1816 e 1836). La Restaurazione fece di lui la massima autorità di Francia, chiamandolo a dirigere il Conservatorio di Parigi per vent’anni, attestandosi come rigido accademico retrivo, cui i giovani compositori rimproveravano di non comprendere la musica di Beethoven.

Il suo vapolavoro resta il Requiem in do minore del 1816, scritto su ordine del governo francese della Restaurazione in memoria di Luigi XVI e dei legittimisti scomparsi durante gli anni della Rivoluzione e dell’Impero, il Requiem diventa il canto della fine ormai prossima dell’ ancient regime.

Il suo trattato “Cours de contrepoint et de la fugue” (1835), venne pubblicato a cura del compositore francese Jacques Halévy.

Giulio Confalonieri nel 1948 scrisse una biografia completa di Cherubini con il titolo di Prigionia di un artista (Premio Bagutta 1949).

Numerose città gli hanno intitolato vie, così Torino, Milano, Bologna, Cagliari, Legnano, Latina ed Empoli. Firenze, sua città natale, nel 1910 gli ha intitolato il proprio conservatorio.

Note biografiche tratte e riassunte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Cherubini

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Autore:
Luigi Cherubini
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Cherubini, Luigi
Elenco:
C