Cennino Cennini

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Cennino Cennini 2017-04-19T14:59:10+00:00

Cennino CenniniCennino Cennini (Colle Val d’Elsa – Siena, seconda metà del XIV secolo), pittore e trattatista italiano.

Allievo del pittore Agnolo Gaddi, non ci rimangono tracce della sua attività artistica. La sua fama si lega al Libro dell’arte, scritto verso il 1390, probabilmente a Padova, dove il Cennini fu “pittore familiare del magnifico signore” Francesco da Carrara, sposato ad una ricca donna di Cittadella. Due documenti del 1398 confermano la permanenza a Padova del Cennini nell’ultimo decennio del secolo.

Anche la presenza di vocaboli e modi di dire propri del dialetto veneto testimonia sulla sede e sull’ambiente nel quale il libro fu scritto. Trattato sulle diverse tecniche artistiche (disegno, tempera, affresco, olio, doratura ecc.), il Libro dell’arte sorpassa però i limiti della precedente trattatistica medioevale, rivolta unicamente all’insegnamento pratico, e si accompagna a giudizi critici sugli artisti del Trecento, riconoscendo ad esempio a Giotto il merito di aver superato la maniera “greca” (bizantina).

Cennino non si può definire come un puro prodotto della mentalità medievale, perchè innumerevoli sono le intuizioni di un mondo nuovo, i precorrimenti di conquiste rinascimentali, sia nella trattatistica, sia nella pratica artistica. Riprendendo infatti l’intuizione aristotelica, egli afferma che l’artista deve fantasticare, ma bisogna che la sua fantasia appaia realtà. Vengono così anticipati i temi degli scritti teorici artistici del primo rinascimento, come la nuova importanza attribuita alla fantasia artistica accanto alla perizia tecnica.

Del Trattato non abbiamo manoscritto autografo; la copia più antica (Laurenziana), del 1437, è di due mani. È comunque opera di singolare importanza e inaugura la grande tradizione della letteratura in volgare sull’arte. Il libro, pubblicato a stampa solo nel sec. XIX (prima edizione critica a cura di G. Milanesi, Firenze 1859), ha avuto in seguito traduzioni e parecchie ristampe.

L’introduzione riprende il concetto medievale della comune origine delle arti dalla necessitas seguita al peccato di Adamo e stabilisce il grado gerarchico della pittura dopo la scienza e accanto alla poesia, riconoscendo come dote necessaria all’artista, oltre all’abilità manuale, la fantasia, che “trova cose non vedute (cacciandovi sotto ombra di naturali) …dando a dimostrare quello che non è”. Successivamente il libro tratta in numerosi capitoletti della pratica del disegno; dei colori; dei pennelli; della tecnica del dipingere sul muro a fresco, a secco, a olio; della pittura su tavola, con minuti precetti sul modo di tingere le carte da disegno, di preparare e macinare i colori, di ingessare e dorare le tavole e simili. Tanto che può essere considerato uno dei primi testi di chimica tecnica applicata, dopo il noto Compositiones ad Tingenda del VIII secolo fatto conoscere dal Muratori.

I cenni sulla dottrina delle proporzioni sono derivati dagli antichi; la teoria della prospettiva è appena embrionalmente accennata. Alcune pagine riflettono il gusto e l’esperienza stilistica, e non soltanto tecnica, dei grandi giotteschi fiorentini, come i passi sul disegno, il rilievo plastico, il colore e i loro rapporti, il modo convenzionale di fare i volti, i casamenti, i paesaggi. Molto notevoli sono pure le osservazioni sulla necessità di seguire un maestro per formarsi uno stile individuale; sui pericoli dell’eclettismo; sull’utilità del ritrarre dal naturale.

L’ultima parte del libro è dedicata ai lavori d’arte decorativa e industriale (pitture di bandiere e cassoni, disegni per stoffe, calchi dal vero e loro fusione in metallo, ecc.) che, secondo un uso durato anche nel Rinascimento, si solevano assumere nelle botteghe. In complesso il trattato appartiene ancora al Medioevo per il suo carattere predominante di ricettario tecnico; posto però a confronto con un’opera di spirito interamente medievale, la Schedula delle diverse arti di Teofilo, il libro del Cennini dimostra di appartenere ad una diversa civiltà artistica, quella del Trecento italiano, e di stare ormai alle soglie di un’epoca nuova, il Rinascimento.

Bibliografia:

  • L. Venturi, La critica d’Arte alla fine del 300, 1925
  • J. Schlosser, La letteratura artistica, Firenze 1935
  • M. Boskovits, Cennino Cennini, pittore conformista, 1973
  • Icilio Guareschi, Storia della Chimica, Torino 1907
  • Icilio Guareschi, Prefazione a Memorie scelte di Ascanio Sobrero, Torino 1914.

A cura di Paolo Dall’Asta e Paolo Alberti.

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Cennino Cennini
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