Delle cose che stanno sù l'acqua, ò che in quella si muouono.

Il testo è presente in formato immagine sul sito della Biblioteca digitale del Museo Galileo (https://bibdig.museogalileo.it/Teca/Viewer?an=300920).
È stato trascritto fedelmente il testo originale, compresi i refusi di stampa, ed è stata mantenuta la grafia originale, senza modernizzazioni. L’unico intervento ha riguardato le abbreviazioni antiche o “tituli” che sono state sciolte nella loro forma estesa (es. che o chi per c; contradizioni per cōtradizioni, ecc).
Il medesimo testo, modernizzato, è presente nel volume quarto dell’edizione nazionale delle Opere di Galileo, pubblicato su https://www.liberliber.it/.

Dall’incipit del libro:

Io sò, giudiziosi, e scienziati Lettori, che voi dall’hauer letto, e inteso ‘l Discorso del Sig. Galileo Galilei, Delle cose che stanno à galla su l’acqua, ò che in quella si muouono, stimerete inutile, e non necessaria questa mia impresa di notar gli errori di chi gl’hà scritto contro: e veramente, mentre io riguardo in voi soli, confesso ‘l mio tentatiuo esser superfluo; perche chi conosce ‘l vero scritto, e dimostrato da quello, sarà senz’altro auuertimento conoscitore di qualunque falso proposto da chi si sia; essendo il diritto Giudice di se medesimo. e del torto. Ma perche ‘l desiderio mio è di giouar’ ancor’ à quelli che potessero restar’ingannati dal vedere stampati fogli con inscrizzioni significanti contraria Dottrina à quella del Sig. Galileo, hò determinato d’auuertir’ vna parte degl’errori, prima del Sig. Lodouico delle Colombe, poi del Sig. Vincenzio di Grazia, toccando in fine alcune cose dell’Operetta del Sig. Giorgio Coresio; non senza speranza di poter esser’anche di qualche giouamento agli stessi Oppositori, sì nella Dottrina come nel termine della ciuiltà, e modestia: già che loro, non saprei dire da qual’affetto spinti, son frequentemente scorsi à offender con punture quello, che nella sua scrittura non ha pur con vna minima parola offeso nissuno, e men di tutti, loro, liquali ei pur non nomina; ne credo che gli volgesse mai ‘l pensiero, ne forse sapesse che tal’vn di loro fosse al mondo.

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titolo:
Risposta alle opposizioni del s. Lodouico delle Colombe e del s. Vincenzio di Grazia, contro al trattato del sig. Galileo Galilei
sottotitolo:
Delle cose che stanno sù l'acqua, ò che in quella si muouono.
titolo per ordinamento:
Risposta alle opposizioni del s. Lodouico delle Colombe e del s. Vincenzio di Grazia, contro al trattato del sig. Galileo Galilei
descrizione breve:
Pubblicato nell'anno 1615, a nome di Benedetto Castelli, il volume era stato, in realtà, scritto in buona parte dallo stesso Galileo.
autore:
opera di riferimento:
Risposta alle opposizioni del s. Lodouico delle Colombe e del s. Vincenzio di Grazia, contro al trattato del sig. Galileo Galilei, delle cose che stanno sù l'acqua, ò che in quella si muouono. ... Nella quale si contengono molte considerazioni filosofiche remote dalle vulgate opinioni / [Benedetto Castelli] - In Firenze : appresso Cosimo Giunti, 1615 (In Firenze : nella stamperia di Cosimo Giunti, 1615) - [4], 319 [i.e. 335], [5] p. ; 4°
licenza:

data pubblicazione:
19 settembre 2018
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
SCIENZA / Generale
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it