Il romanzo orientaleggiante Vathek (titolo originale Vathek, o in alcuni testi Vathek, an arabian tale) rese il suo autore, il viaggiatore e scrittore inglese William Beckford, molto più famoso dei suoi libri di viaggio. Beckford compose Vathek in francese nel 1785, di getto, in tre soli giorni e due notti e lo pubblicò in inglese a Losanna nel 1787.[1]. Il romanzo ha oltre 160 note dell’autore (e del primo traduttore dal francese all’inglese), moltissime delle quali sono corpose e dotte.

In Vathek domina il deserto come terra inospitale. Il romanzo, che fu molto apprezzato da Lord Byron, solo in apparenza è una storia orientale sul tipo del romanzo ironico volterriano e muove i primi passi nella narrativa proto-scientifica che Mary Shelley esplorerà.

Si tratta di una fantasia erotica sul modello del racconto di De Sade, scritta sullo sfondo esotico del gotico o dell’orrore[2][3].
Vathek, inoltre, pur se non è gotico in senso stretto, superando il mondo medievale ed approdando invece nel campo della conoscenza, presenta tuttavia tematiche riconducibili al genere.

Il romanzo di Beckford offre poi un’opportunità di evasione nella vita di un gentiluomo inglese dell’epoca. L’eroe arabo di Beckford è assetato di potere, quel potere di dominare la vita e la morte che pervaderà anche Victor Frankenstein; per assecondare le sue ambizioni il protagonista si inoltra nelle caverne segrete di un mondo sotterraneo, dove però scopre che le sue fantasie sono destinate a rimanere tali. Vathek è un Rasselas privato della sua filosofia morale.


1. Enciclopedia Europea, Garzanti, Vol. II, Voce Beckford W.
2. a b ib. Enciclopedia Europea, Garzanti, Vol. II, Voce Beckford W.
3. La messa in scena del terrore: il romanzo gotico inglese (Walpole, Beckford, Lewis), Franci G., Longo A. Editore, 1982

Note biografiche tratte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Vathek_(romanzo)

Dall’incipit del libro:

Vathek, nono califfo della stirpe degli Abbasidi, era figlio di Motassem e nipote di Haroun al Raschid. Dalla precoce ascesa al trono e dai talenti di cui disponeva per farlo piú splendido, i suoi sudditi erano indotti a credere che il suo regno sarebbe stato lungo e felice. La sua figura era gradevole e maestosa: solo quando montava in furia uno dei suoi occhi diventava cosí terribile che nessuno avrebbe osato sostenerne lo sguardo, e lo sventurato su cui quell’occhio si posava cadeva istantaneamente riverso e talvolta spirava. Per paura tuttavia di spopolare i suoi territori e di rendere desolato il palazzo, solo raramente egli dava sfogo a tale furore.
Essendo molto proclive alle femmine e ai piaceri della tavola, Vathek cercava con la sua affabilità di procurarsi piacevoli compagnie; e in questo tanto meglio riusciva in quanto la sua generosità era senza limiti e la sua indulgenza senza restrizioni: egli non pensava infatti come il califfo Omar Ben Abdalaziz che fosse necessario fare un inferno di questo mondo per godere il paradiso nell’altro.
In magnificenza Vathek sorpassava tutti i suoi predecessori. Il palazzo di Alkoremi, che suo padre Motassem aveva eretto sul colle dei Cavalli Pezzati e che dominava l’intera città di Samarah, gli era parso troppo angusto: egli vi aveva aggiunto quindi cinque ali o piuttosto cinque altri palazzi che aveva destinato alla particolare soddisfazione di ciascuno dei cinque sensi.

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titolo:
Vathek
titolo per ordinamento:
Vathek
descrizione breve:
Vathek è un giovane e potente Califfo, che vede giungere a palazzo, nella capitale Samarah, uno straniero dalle orribili fattezze. Costui gli mostra oggetti unici e strabilianti a riprova dei poteri magici di cui fa vanto di essere dotato. Vathek istigato dalla madre, esperta di pratiche arcane legate alla stregoneria e interdette ai pii mussulmani, viene tentato dell'oscuro straniero, che gli promette un patto sacrilego e scellerato: entrerà in possesso dei tesori del “Palazzo del Fuoco Sotteraneo” e in particolare dei potentissimi talismani che donano a chi ne può disporre il controllo totale sui geni e demoni, ma dovrà rinnegare Maometto e assecondare le sue terribili richieste commettendo orrendi crimini. Seguendo le sue istruzioni, Vathek parte per trovare la strada che lo porterà al mitico Palazzo del Fuoco Sotteraneo dove lo aspetta la sua ricompensa.
autore:
opera di riferimento:
Vathek / William Beckford ; traduzione di Giaime Pintor ; postfazione di Malcolm Skey. - Torino : G. Einaudi, c1989. - 135 p. ; 18 cm.. - (Scrittori tradotti da scrittori ; 30).
copertina:
[elaborazione da] "The Flying Carpet" di Viktor Vasnetsov (1848–1926) - Nizhny Novgorod State Art Museum - fonte: belygorod.ru - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Vasnetsov_samolet.jpg.- Pubblico Dominio.
licenza:

data pubblicazione:
12 aprile 2017
opera elenco:
V
ISBN opera di riferimento:
88-06-11579-0
ISBN:
9788828100461
soggetto BISAC:
FICTION / Romantico / Generale
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Franco Perini
Ugo Santamaria
impaginazione ePub:
Ugo Santamaria
Rosario Di Mauro (revisione ePub)
pubblicazione:
Ugo Santamaria
revisione:
Ugo Santamaria
Catia Righi
traduzione:
Giaime Pintor