Ulisse Barbieri

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Ulisse Barbieri 2016-10-14T03:25:43+00:00

Ulisse BarbieriUlisse Barbieri (1841-1899). Nato a Mantova il 27 gennaio 1841 – da rispettabile famiglia, figlio del professor Paolo, insegnante di botanica, e di Carolina Binder, casalinga – Ulisse Barbieri si segnalò presto alla polizia austriaca come sovversivo quando nel 1858, diciassettenne, fu sorpreso e arrestato mentre affiggeva al muro manifesti clandestini che esaltavano l’attentato di Felice Orsini contro l’imperatore dei francesi Napoleone III, circostanza che richiamava la fuga di Orsini dal castello di Mantova, considerato tra le carceri più sicure del Regno Lombardo-Veneto, e quindi insopportabile beffa per gli austriaci che a quell’epoca occupavano la città.

La condanna inflitta al ragazzo fu esemplare per la durezza: quattro anni di carcere interamente scontati nelle prigioni di Milano, Mantova e Venezia, un’esperienza che pesò sulla formazione culturale e sul carattere di Barbieri, impedito in un qualsiasi disciplinato svolgimento degli studi e a contatto con chi aveva infranto la legge, di rado per nobili motivi politici e patriottici. Così Barbieri durante gli anni trascorsi in prigione ebbe tempo e modo sì di leggere molto – soprattutto i classici antichi e, tra le opere moderne, quelle di Victor Hugo e di Alexandre Dumas padre – ma senza un valido metodo, formandosi una cultura vasta ma disorganica e frammentaria sulla quale poggiò poi la sua enorme produzione di pubblicista e commediografo.

Scarcerato, Barbieri andò a Milano, poi a Locarno, in Svizzera, per rientrare a Mantova nel 1863 quando la città era ancora sotto il giogo austriaco. Nel 1866 partecipò alla terza guerra d’indipendenza italiana passando per Como, punto di raccolta dei volontari garibaldini, Lecco, Brescia, Gargnano, Desenzano, Salò e per le montagne intorno al lago d’Idro, dove fu ferito.

Il periodo che segue il congiungimento di Mantova all’Italia (ottobre 1866) è per Barbieri fecondissimo, con la produzione d’una notevole mole di scritti d’immediata presa sul pubblico – drammi, commedie, romanzi, libretti d’opera, poesie, canovacci per riviste – sui quali permane però un inevitabile marchio di superficialità.

Nel 1867 – anno in cui pubblicò Il delitto legale, che mandò a Victor Hugo il quale gli rispose con un biglietto di "applaudissements et félicitations" – si trasferì a San Benedetto Po che a quel tempo era una delle patrie del socialismo, di cui Barbieri subì la netta influenza. A San Benedetto, seduto al tavolo d’osteria, scrisse diversi drammi tra cui, nel 1868, il Gesù Cristo, rappresentato a Verona col titolo Il Figliuol de l’Uomo e bollato dal vescovo della città scaligera come scandaloso e sacrilego.

Nel 1872 Barbieri era a Milano, poi a Torino e a Napoli, città in cui furono rappresentati diversi suoi drammi. Nel 1878 era a Firenze dove pubblicò quattordici numeri, tutti sequestrati, della rivista "Il Messia". Fece poi ritorno a San Benedetto dove osò interrompere la processione del Corpus Domini. All’inizio degli anni ’80 collaborò con la rivista "La farfalla" di Angelo Sommaruga, insieme a Paolo Valera, Filippo Turati, Cesario Testa. Nel 1885 pubblicò a Roma il romanzo In basso, con prefazione di Edmondo De Amicis. Sempre nel 1885 andò a Napoli con le squadre di volontari guidate dal leader dell’estrema sinistra radicale, Felice Cavallotti, per soccorrere le popolazioni colpite dal colera. Nel 1887 pubblicò a Lugo un libretto di versi intitolato Ribellione che dedicò provocatoriamente al negus d’Abissinia e a ras Alula, "difensori della libertà africana" contro l’Italia colonialista. Collaborò con diversi giornali socialisti e anarchici e tra il 1887 e il 1888 diresse a Genova il settimanale socialista "Combattiamo!" che subì innumerevoli sequestri.

Perseguitato dai continui processi, Barbieri abbandonò l’Italia trasferendosi in Brasile dove diresse una modesta compagnia di teatro, che comunque gli procurò successo e denaro, rapidamente sperperato.

Tornò in Italia nel 1895 stabilendo la sua stabile dimora a San Benedetto Po, nel ricovero dei vecchi (di cui fu il primo ospite e al quale diede poi il nome), dove morì il 22 dicembre 1899.

Garibaldino, socialista, libertario, anarchico, anticlericale: queste le etichette che ben s’addicono alla personalità di Ulisse Barbieri, la cui produzione letteraria fu vastissima e disordinata, frettolosa e confusa, truculenta e grandguignolesca. Ma sempre densa di calore umano, generosa, genuina, colma di entusiasmo, all’insegna di un’immaginazione turbolenta e ribelle.

Bibliografia essenziale di Ulisse Barbieri

  • L’Italia. Poemetto, Milano 1862.
  • I misteri d’un convento ed i frutti dell’egoismo. Romanzo, Milano 1863.
  • Poesie varie, Mantova 1864.
  • Scene del campo. I volontari del Tirolo. Memorie d’un garibaldino, Milano 1866.
  • I volontari del Tirolo. Scene del campo. Commedia in due atti, Milano 1866.
  • Adelia. Novella, Milano 1867.
  • Il delitto legale. Azione drammatica e varj canti lirici. Voci dell’anima, Mantova 1867.
  • Napoleone III e l’Italia, Mantova 1867.
  • Il Palazzo del diavolo. Leggenda mantovana. Romanzo, Milano 1868.
  • L’assedio di Parigi ovvero La famiglia Savreuil. Dramma popolare in 3 atti e 4 quadri, Milano 1871.
  • Lucifero, Milano 1871.
  • Gli incendiari della Comune o Le stragi di Parigi ed il governo di Versailles. Narrazione storica, Milano 1871.
  • I misteri dell’assedio di Parigi. Romanzo storico, Milano 1871
  • Ancora uno! Allegoria a Giuseppe Mazzini. Con biografia e cenni storici, Milano 1872.
  • Plauto e il suo teatro. Scene romane. Studio storico, Milano 1873.
  • La locanda dei fanciulli rossi. Dramma in 4 atti. Marco la guida. Bozzetto in versi, Milano 1873.
  • Cuore di ladro, seguito della Regina del mare, Roma 1876.
  • Ali tarpate. Scene sociali in tre fasi, Milano 1879.
  • Elda. Dramma in tre atti, Milano 1879.
  • Giulio Cesare. Dramma in quattro atti in versi, Milano 1879.
  • In basso. Romanzo. Preceduto da uno schizzo di Edmondo De Amicis, Roma 1885.
  • Marat. Scene della Rivoluzione francese, Milano 1885.
  • Ribellione. Versi, Lugo 1887.
  • Caprera. Bozzetto in un atto, Bellinzona 1888.
  • Lo spettro del Colosseo ovvero le cospirazioni del 1831, Roma 1889
  • Al grande suicida. Versi in risposta alla bicocca di s. Giacomo [di Giosue Carducci], Mantova 1891.
  • I sotterranei farnesiani seguito allo spettro del Colosseo, Roma 1892
  • Il giornale degli analfabeti. Rivista europea. Musica del Maestro G. Mascetti, La Spezia 1893.
  • I drammi americani, Roma 1896.

Scritti su Ulisse Barbieri

  • Egisto Romani, Il più scapigliato degli scrittori drammatici. Ulisse Barbieri letterato mantovano nomade e bizzarro, in "Gazzetta di Mantova", 17 giugno 1951, p. 3.
  • Giovanni Tassoni, Nuove precisazioni su Ulisse il sanguinario, in "Gazzetta di Mantova", 29 luglio 1951, p. 3.
  • Enzo Boriani, Ulisse Barbieri: uomo patriota scrittore, in "Gazzetta di Mantova", 23 ottobre 1960, p. 5.
  • Alberto Asor-Rosa, Barbieri, Ulisse, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 6, Roma 1964, pp. 240-242.
  • Rinaldo Salvadori, Ulisse Barbieri scrittore scapigliato, in "Civiltà mantovana", a. I, n. 1, gennaio-febbraio 1966, pp. 45-57.
  • Anna Bergamaschi De Marchi, Ulisse Barbieri drammaturgo mantovano, in "Civiltà mantovana", a. VIII, 1974, quad. 47-48, pp. 318-330 e a. IX, 1975, quad. 49-50, pp. 92-114.

Note biografiche a cura di Gilberto Scuderi e Paolo Alberti.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Ulisse Barbieri
Ordinamento:
Barbieri, Ulisse
Elenco:
B