Dall’incipit del libro:

Un uomo, che recava in mano una borsetta da viaggio, entrò in una grande città e si recò difilato nel migliore albergo. Chiese la camera più bella, una cena succulenta; poi segnò sul registro un nomuccio qualsiasi e andò a coricarsi. Ma, al mattino, ebbe l’imprudenza di lasciare sul tavolo un foglio di carta da lettera con tanto di corona principesca e di stemma nell’angolo superiore. Subito, dall’albergatore all’ultimo mozzo di stalla, tutti seppero di aver da fare con una persona ragguardevole. Il nostro uomo continuò a dormire nella camera più bella e a mangiare le più appetitose pietanze. A volte, discorrendo, si lasciava sfuggire qualche parola compromettente. Diceva: Sua Eccellenza tale, mio vecchio amico….; oppure: Il duca tal altro, che la pensa così…. Ma subito, riprendendosi, mutava discorso o taceva. Solo con l’albergatore, durante un colloquio intimo, si sbottonò un poco: non rivelò il casato gentilizio; però fece capire, alla larga, che viaggiava in incognito a causa di una certa moglie, gelosa come una tigre e alla quale egli aveva dato a bere un viaggetto niente popò di meno che in Cina.

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titolo:
Commenti al libro delle fate
titolo per ordinamento:
Commenti al libro delle fate
autore:
opera di riferimento:
"Commenti al libro delle fate", di Pierangelo Baratono; collana "Le spighe"; Fratelli Treves Editori; Milano, 1920
licenza:

data pubblicazione:
11 dicembre 2006
opera elenco:
C
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
revisione:
Marina Pianu, folleseta@yahoo.it