Pierangelo Baratono

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Pierangelo Baratono 2016-10-14T03:25:44+00:00
Una caricatura di Pierangelo Baratono realizzata da G. Giglio
Una caricatura di
Pierangelo Baratono
realizzata da G. Giglio

Pierangelo Baratono nasce a Roma nel 1880. La sua carriera di scrittore inizia nel 1900 pubblicando con il fratello maggiore Adelchi, filosofo ed estetologo, la raccolta di versi Sparvieri, (Genova – Stab Montorfano, 1900) raccolta che sta un po’ all’origine della linea poetica ligure del disagio che avrà poi i suoi apici in Sbarbaro e Montale. In questi versi Baratono fornisce quasi un anticipo dei personaggi ("vecchi, buoni, perversi") e delle situazioni (…asconde/cipria e belletto il sincero/sembiante dell’opre immonde") che caratterizzeranno una buona parte delle sue novelle successive.

Nell’aprile 1902 inizia a collaborare a "La Riviera Ligure" di Oneglia diretta da Mario Novaro. A giugno entra nella redazione del neonato periodico di lettere arte e scienza "La vita nova" insieme agli amici Alessandro Giribaldi e Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. Questa rivista chiuderà già nel 1904. Contemporaneamente inizia ad occuparsi di critica letteraria sul quotidiano genovese "Il Lavoro". Il suo primo articolo (Laus vitae nel tempo e nell’arte) esce il 10 giugno 1903.

Nel 1906 si trasferisce a Firenze come funzionario alla Direzione delle Poste. L’11 giugno spedisce a Novaro Gli amici dello scopone che definisce "novella, ma veramente vissuta a fianco dei miei amici più cari". Nel 1907 riunisce nel volume Ombre di lanterna le novelle uscite in quegli anni su "Il Lavoro" e su altre riviste e giornali. Si tratta di scritti che hanno sempre sullo sfondo una Genova notturna, oscura e tentacolare; i personaggi sono gli emarginati, i fanciulli infelici.

Nel marzo del 1910 viene trasferito a Grosseto e nel 1912 a Roma. Inizia un’attiva collaborazione con l’editore Formìggini, ma i suoi suggerimenti per i titoli della collana "I classici del ridere" (collana che ospiterà poi, postumo, il romanzo di Baratono Il Beato Macario con prefazione di Camillo Sbarbaro e disegni di Antonino Traverso) sono più di autori satanici che umoristici (es. Esercizi di devozione di Voisenon, la Mia conversione di Mirabeau) e non vengono accettati. Per questo si allontana da Formìggini e inizia a dirigere la collana "Classici d’Amore" degli editori Bertelli e Veraudo di Perugia, collana che avrà comunque vita assai breve, e che nell’intendimento di Pierangelo avrebbe dovuto costituire il prolungamento erotico e satanico della collana "I classici del ridere" di Formìggini. Baratono curerà brevi noti introduttive a i Ragionamenti dell’Aretino, Le piacevoli notti dello Straparola, la Vita delle dame galanti di Brantome.

Contemporaneamente pubblica con l’Editrice Moderna di Genova Bob e il suo mondo, romanzo per ragazzi grandi. Non incontra il plauso della critica. Giovanni Boine lo definisce "una faccenda condita con dell’amarezza sarcastica un po’ da impiegato scontento".

La guerra ostacola non poco l’attività letteraria di Baratono che scrive di questi suoi problemi a Novaro (…tempi di angustie per chi, come me, s’è visto mancare improvviso quasi ogni guadagno della penna…). Vive anche molto male il suo trasferimento a Padova all’ufficio "arrivi e partenze" ("il mio soggiorno a Padova costituisce un doppio disastro: intellettuale e finanziario"). Vorrebbe andare al fronte ma la sua richiesta è respinta perché in quanto dirigente postale è utile nelle retrovie. Anche il suo desiderio di subentrare a Boine (morto nel 1917) nella responsabilità della rubrica di recensioni "Plausi e botte" che il critico curava per "La Riviera Ligure" rimane deluso. Nel 1918 torna a Genova. Collabora al mensile "La gazzetta di Genova" diretto da Giovanni Monleone, con pezzi di colore locale. Allo stesso periodico collabora Camillo Sbarbaro che stringe solida amicizia con Baratono. Alla morte di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi si adopera per raccogliere le opere disperse di quest’altro poeta "maudit". Il lavoro durerà sei anni e la raccolta di poesie di Ceccardi curata da Baratono e con un suo saggio (Il viandante tragico) uscirà presso l’editore Treves nel 1926. Nel frattempo (1920) Lo stesso editore gli aveva pubblicato "Commenti al libro delle fate" dedicati a Pastonchi (… Noi, pur togliendo i nostri titoli da fiabe straniere, chiedemmo alla novella schiettamente italiana e inspirazione e panni e movenze) e La giostra dei fantocci (1922) che raccoglie le novelle uscite negli anni precedenti su "La Liguria illustrata" periodico diretto da Amedeo Pescio. Quest’ultimo volume è dedicato a Virgilio Brocchi non senza una vena ironica ("Il titolo La giostra dei Fantocci fu annunciato…. nell’anno di grazia 1913. Dico questo non per muovere appunto al nobil simpatico autore di La giostra dei sensi, bensì per prevenire una – ahi quanto probabile! – accusa di plagio"). Nel 1923 esce la raccolta di novelle Corella e Tanino il furbo pubblicato dalla Casa Editrice Imperia di Milano. Prepara per la collana "Profili" di Formìggini un saggio biografico su Edgard Poe che viene pubblicato nel 1924. Formìggini rifiuta però la raccolta di novelle licenziose Schidionata per messer Satana che viene pubblicato, sempre nel 1924, da Di Terlizzi di Genova.

Nel 1925 ancora la Libreria Editrice Moderna gli pubblica Genova a lume di naso raccolta di fatti, personaggi e momenti di vita genovese. Viene trasferito come capo ufficio alle poste centrali di Trento. Il 2 ottobre 1927 ha notizia dell’imminente e da lui auspicato trasferimento a Firenze, ma la notte stessa muore stroncato da attacco cardiaco. Viene tumulato a Ivrea nella tomba di famiglia.

Montale descrive in Ricordo di Sbarbaro il momento in cui proprio Baratono gli presenta Sbarbaro e scrive di Pierangelo: "…impiegato postale, autore di racconti straordinari e di purtroppo impeccabili sonetti parnassiani… l’avevo incontrato più volte in compagnia di Ceccardo ma mi ero tenuto lontano: forse temendo la cravache dell’autore del Viandante."

Nel 1982 la casa editrice Sagep pubblica il romanzo d’appendice Genova Misteriosa comparso su "Il Lavoro" (quotidiano nato il 7 giugno 1903 per "volontà del proletariato organizzato") tra il 17 ottobre 1903 e il 16 gennaio 1904. Alcuni capitoli di questo romanzo formano brani autonomi di Ombre di lanterna. Il primo capitolo si trova inserito in Genova a lume di naso. La qualità dei romanzi d’appendice pubblicati da "Il Lavoro" era "alta". Prima di Genova misteriosa vennero pubblicati I vagabondi di Gorki e I lavoratori del mare di Victor Hugo.

Fonti:

  • Giovanni Boine, Bob e il suo metodo, in "La Riviera Ligure" N. 29 maggio 1914.
  • Pierangelo Baratono, in "Il Lavoro" 4 ottobre 1927.
  • La morte di P.A. Baratono, in "Il Corriere Mercantile" 4-5 ottobre 1927.
  • Arturo Salucci, Pierangelo Baratono nel trigesimo, in "Il Lavoro" 7 ottobre 1927.
  • Arturo Salucci, "Il Beato Macario" di Pierangelo Baratono, in "Il Lavoro" 2 febbraio 1929.
  • Dal Simbolismo al Déco, antologia poetica a cura di Glauco Viazzi, Torino 1981.
  • Angelo Fortunato Formìggini. Un editore del Novecento, a cura di Luigi balsamo e Renzo Cremante, Bologna 1981
  • E. Montale, Il secondo mestiere, a cura di Giorgio Zampa, Milano 1998.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti.

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Autore:
Pierangelo Baratono
Ordinamento:
Baratono, Pierangelo
Elenco:
B