Dall’incipit del libro:

L’albergatrice, la signora Lemercier, mi lasciò solo nella mia camera, dopo avermi ricordato in poche parole tutti i vantaggi materiali e morali della pensione di famiglia Lemercier.
Mi fermai, in piedi, di fronte allo specchio, in mezzo a quella camera, dove avrei abitato per qualche tempo. Guardavo la camera e guardavo me stesso.
Era una stanza grigia con un odore di chiuso e di polvere. Vidi due seggiole, una delle quali reggeva la mia valigia, due poltrone dalle spalle magre e dalla stoffa grassa, una tavola con una coperta di lana verde, un tappeto orientale di cui l’arabesco, ripetuto senza fine, cercava di dare nell’occhio. Ma in quel momento della sera, quel tappeto era colore della terra.
Tutto ciò mi era sconosciuto. Eppure, come lo conosceva tutto ciò! Quel letto di finto mogano, quella toeletta fredda, quella disposizione inevitabile dei mobili, e quel vuoto tra quei quattro muri…
La camera è usata; pare che ci sia venuto gente da un’infinità di tempo. Dalla porta sino alla finestra, il tappeto mostra la corda; è stato scalpicciato, di giorno in giorno, da tutta una folla. Le modanature, ad altezza di mano, sono deformate, incavate, onduleggiate, e il marmo del caminetto si è addolcito negli angoli. Al contatto degli uomini, le cose si cancellano, con lentezza disperante.

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titolo:
L'Inferno
titolo per ordinamento:
Inferno (L')
autore:
opera di riferimento:
L' inferno / Henri Barbusse ; versione italiana di Giannetto Bisi. - Milano : Sonzogno, [19..]. - 256 p. ; 19 cm.
licenza:

data pubblicazione:
27 ottobre 2015
opera elenco:
I
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it