Dall’incipit del libro:

Una volta c’erano due gobbi. Questi due, perchè non potevano lavorare, si trovavano sempre insieme e giravano per tutto da buoni amici. Una sera di sabato dopo d’esser stati assieme si salutarono e ciascuno si diresse alla propria casa. Uno di essi abitava in una cascina fuori del paese ed eccoti che nel mentre andava a casa gli parve di sentir cantare molte donne in lontananza. — Voglio andare fin là — dice il gobbo tra sè e s’incammina. Più si avvicinava e più le voci si facevano belle e gli pareva che non fossero donne ma angeli che cantassero.
A forza d’andare arrivò al bosco e vedendo che da una parte c’era chiaro come se vi fosse stato un fuoco acceso si appressò pian piano senza farsi sentire e vide le fate che dandosi mano facevano un largo cerchio ai piedi di un noce e girando cantavano tutte insieme: Sabato, domenica e lunedì: sabato, domenica e lunedì.
Il gobbetto dopo d’esser stato un pezzo a sentire, non voleva farsi vedere ma non voleva andar via senza salutarle ed aspettò che cantassero ancora una volta «sabato, domenica e lunedì»e poi perchè aveva una bella voce e cantava proprio bene aggiunse: E ancora martedì.

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titolo:
Due tradizioni sulla Regina delle fate
titolo per ordinamento:
Due tradizioni sulla Regina delle fate
autore:
opera di riferimento:
Due tradizioni sulla Regina delle fate raccolte da Domenico Barella; Tipografia Bima, Pinerolo; Torino, 1890
licenza:

data pubblicazione:
7 aprile 2007
opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Paolo Alberti paoloalberti@iol.it
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Paolo Alberti paoloalberti@iol.it