Camillo Berneri

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Camillo Berneri 2016-10-14T03:25:33+00:00

Camillo BerneriCamillo Berneri nasce a Lodi il 28 maggio 1897.

Trasferitosi nel 1905 a Reggio Emilia, aderisce giovanissimo al movimento giovanile socialista grazie all’influenza della madre, Adalgisa Fochi, insegnante e scrittrice socialista. Nel 1915 aderisce al movimento anarchico: chiamato alle armi, è escluso dall’Accademia Militare di Modena per le sue idee ed è inviato al fronte nel 1918; quindi, ancora in servizio, viene confinato presso l’isola di Pianosa, in occasione dello sciopero generale del luglio 1919.

Con lo pseudonimo Camillo da Lodi, inizia la sua abbondante attività pubblicistica collaborando per anni con periodici libertari ed anarchici: «Umanità Nova», organo della Unione Anarchica Italiana, «Pensiero e Volontà», «L’avvenire anarchico» di Pisa, «La Rivolta» di Firenze e «Volontà» di Ancona. Interviene puntualmente su tutti i principali temi di attualità politica e sociale, attraverso moltissimi scritti.

Nel 1917 si sposa con Giovanna Caleffi (1897-1962); nel 1918 (1 marzo) nasce la loro primogenita Maria Luisa, mentre l’anno seguente (5 ottobre) nascerà Giliana. Entrambe diverranno anarchiche e cercheranno, alla morte del padre, di portarne avanti il pensiero. Nel 1922 si trasferisce a Firenze, dove si laurea in filosofia con Gaetano Salvemini e inizia ad insegnare filosofia a Camerino.
La sua avversione al fascismo è pronta e decisa. Da Camerino si mantiene in contatto con gli anarchici fiorentini diffondendo il battagliero giornale «Non mollare». Ma presto l’inasprirsi della dittatura fascista lo costringe all’esilio. Nel 1926 giunge in Francia, raggiunto poco dopo dalla moglie Giovanna, che gli fu compagna in tutte le sue vicende, continuandone poi l’opera soprattutto animando, dopo il 1945, la rivista «Volontà».

Ma in Francia viene arrestato e poi espulso; continua a subire tutta una serie di persecuzioni che lo costringono ad espatriare in Svizzera, Germania, Belgio, Lussemburgo e Olanda. La vita da esiliato è difficile, sia per lui che per la moglie e le figlie. Il regime continua a perseguitarlo attraverso agenti provocatori – tra cui Ermanno Menapace, ritenuto un amico, ma in realtà rivelatosi una spia dell’OVRA fascista – e trame di ogni tipo, che lo costringono a nuovi trasferimenti; ma ciò non gli impedisce di denunciare l’attività fascista, per esempio attraverso le opere Mussolini alla conquista delle Baleari e Lo spionaggio fascista all’estero.

Allo scoppio della rivoluzione spagnola, nel 1936, è tra i primi ad accorrere in Catalogna, centro dell’attività libertaria che si esprime attraverso la Confederación nacional de Trabajo (CNT), trovandosi a fianco di Carlo Rosselli e di tanta parte dell’antifascismo italiano e internazionale. Insieme a Carlo Rosselli, con cui si sente particolarmente in sintonia, e Mario Angeloni, fonda la sezione italiana della colonna internazionale Francisco Ascaso.

Trasferitosi a Barcellona dà vita all’edizione spagnola di «Guerra di classe», dalle colonne della quale sintetizza la sua precisa interpretazione del conflitto in corso. Preoccupato del crescente isolamento, non tanto del legittimo governo repubblicano, quanto delle più tipiche realizzazioni rivoluzionarie e libertarie conseguite in Catalogna, Aragona e in altre regioni, si battè col massimo vigore per la stretta connessione tra guerra e rivoluzione, ponendo l’alternativa: "Vittoria su Franco, grazie alla guerra rivoluzionaria, o disfatta". Molteplici e inascoltati i suoi suggerimenti politici per colpire le basi operative del fascismo, proclamando ad esempio l’indipendenza del Marocco, coordinando gli sforzi militari, potenziando gradualmente le iniziative di socializzazione.

Il suo impegno lo espose ben presto alle repressioni condotte dai comunisti stalinisti, ormai prevalsi nella situazione spagnola in particolare dopo l’avvento del governo Negrin; il 5 maggio del 1937 assieme all’anarchico Francesco Barbieri viene arrestato e fucilato durante i tragici fatti di Barcellona, teatro dello scontro tra antifascisti.

Scrive Felix Morrow: "…durante il mattino il corpo straziato di Camillo Berneri fu trovato dove era stato gettato dalle guardie del PSUC, che lo avevano preso dalla sua casa la sera precedente. Berneri era sfuggito agli artigli di Mussolini e aveva combattuto i riformisti (compresi i leader della CNT) nel suo organo influente «Guerra di Classe». Egli aveva definito la politica stalinista in poche parole: "odora di Noske". Con parole audaci aveva sfidato Mosca: "Schiacciata tra i prussiani e Versailles, la Comune di Parigi aveva dato inizio a un fuoco che aveva acceso il mondo. Che i generali Goded di Mosca lo ricordino"….. Come terribilmente vera era stata la sua identificazione di Noske con gli stalinisti! Come il socialdemocratico Noske aveva fatto rapire e assassinare Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, così gli stalinisti avevano assassinato Camillo Berneri. … Mentre scrivo non posso fare a meno di piangere, piangere per Camillo Berneri".

La tragica morte di Berneri completa in modo esemplare la parabola disegnata da temi, problemi e improrogabili scelte che stanno di fronte all’anarchismo nel periodo che segna la fine del regime liberale della vecchia Europa. Dal 1917 al 1937 Berneri matura la consapevolezza del progressivo esaurirsi del movimento anarchico nato dal socialismo rivoluzionario della prima internazionale. Che cosa rappresenti la riflessione berneriana per la storia dell’anarchismo è argomento non ancora compiutamente sviscerato, ma certamente la sua riflessione teorica, stroncata dal barbaro assassinio del quale fu vittima, è tuttora feconda.

Bibliografia essenziale:

  • L’operaiolatria (1934)
  • Il lavoro attraente (1935)
  • L’ebreo antisemita (1935)
  • Lo spionaggio fascista all’estero (1930)
  • Mussolini grande attore (psicologia di un dittatore) (1966)
  • Mussolini alla conquista delle Baleari (1937)
  • Guerra di Classe in Spagna 1936-1937 (1979)

Fonti:

  • Goffredo Fofi: Introduzione a Umanesimo e anarchismo, Roma 1996.
  • Giampietro N. Berti: Un’idea esagerata di libertà, Milano 1998.
  • V. Emiliani: Gli anarchici: vite di Cafiero, Costa, Malatesta, Cipriani, Gori, Berneri, Borghi. Milano 1973.
  • Felix Morrow: L’opposizione di sinistra nella guerra civile spagnola, Roma, 1970.
  • M. Cancogni: Gli angeli neri; storia degli anarchici italiani, Firenze 1994.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti

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Autore:
Camillo Berneri
Ordinamento:
Berneri, Camillo
Elenco:
B