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Dall’incipit del libro:

Lettori gentili, siete mai stati ad Arezzo? Se non ci siete mai stati, vi prego di andarci alla prima occasione, anche a costo di farla nascere, o d’inventare un pretesto. Vi assicuro io che mi ringrazierete del consiglio. La Val di Chiana è una tra le più amene e le più pittoresche “del bel paese là dove il sì suona”. Anzi, un dilettante di bisticci potrebbe sostenere che il sì è nato proprio in Arezzo, poichè fu aretino quel monaco Guido, a cui siamo debitori della scala armonica. Ma, a farlo apposta, Guido d’Arezzo non inventò che sei note, dimenticando per l’appunto di inventare la settima. Forse, ribatterà il dilettante di cui sopra, Guido non ha inventato il si, perchè questo era già nella lingua madre, o il brav’uomo non voleva farsi bello del sol di luglio. Comunque sia, andate in Val di Chiana e smontate ad Arezzo.

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titolo:
Il ritratto del diavolo
titolo per ordinamento:
ritratto del diavolo (Il)
autore:
opera di riferimento:
"Il ritratto del diavolo : romanzo", di Anton Giulio Barrili; Biblioteca amena 691; Fratelli Treves Tip. Edit.; Milano, 1905
licenza:

data pubblicazione:
25 novembre 2005
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Distributed proofreaders, http://www.pgdp.net/
pubblicazione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it
Alberto Barberi, collaborare@liberliber.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it