Oreste2018-01-16T11:43:22+00:00

Dall’incipit del libro:

Notte! funesta, atroce, orribil notte,
presente ognora al mio pensiero! ogni anno,
oggi ha due lustri, ritornar ti veggio
vestita d’atre tenebre di sangue;
eppur quel sangue, ch’espiar ti debbe,
finor non scorre. – Oh rimembranza! Oh vista!
Agamennón, misero padre! in queste
soglie svenato io ti vedea; svenato;
e per qual mano! – O notte, almen mi scorgi
non vista, al sacro avello. Ah! pur ch’Egisto,
pria che raggiorni, a disturbar non venga
il mio pianto, che al cenere paterno
misera reco in annual tributo!
Tributo, il sol ch’io dar per or ti possa,
di pianto, o padre, e di non morta speme
di possibil vendetta. Ah! sí: tel giuro:
se in Argo io vivo, entro tua reggia, al fianco
d’iniqua madre, e d’un Egisto io schiava,
null’altro fammi ancor soffrir tal vita,
che la speranza di vendetta. È lungi,
ma vivo, Oreste. Io ti salvai, fratello;
a te mi serbo; infin che sorga il giorno,
che tu, non pianto, ma sangue nemico
scorrer farai sulla paterna tomba.

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titolo:
Oreste
titolo per ordinamento:
Oreste
autore:
opera di riferimento:
Vittorio Alfieri, "Tragedie", volume I, a cura di Nicola Bruscoli, Bari, Laterza, 1946
cura:
Nicola Bruscoli
licenza:

data pubblicazione:
15 gennaio 2001
opera elenco:
O
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Adriano Virgili, adrsad@tiscalinet.it
pubblicazione:
Maria Mataluno, m.mataluno@mclink.it
revisione:
Caludio Paganelli, paganelli@mclink.it
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