Dall’incipit del libro:

DEIFIRA

PROLOGUS

Leggetemi, amanti, e riconoscendo qui meco i vostri errori, diventerete o più dotti ad amare o molto più prudenti a fuggire amore. E se leggendo forse qualche sospiro o lacrima vi tiene, siavi conforto poi che altrui ancora pruova quel che voi leggete. Né sia chi stimi conoscere amore, se può tutto leggermi senza qualche poco sospirare; ancora sarà chi me leggerà lacrimando. Ma provate, amanti, e meco scorgete quanto in voi possa amore. E credo imparerete qualche utilità a vivere amati e pregiati da’ vostri cittadini

DEIFIRA

PALLIMACRO. E quanto stimi tu sedere dentro a me grave quel dolore, el quale ancora tanto prema chi da lungi il mira? Quello incendio certo conviene sia pur grandissimo, il quale dentro a più muri inchiuso ancora nuoce a’ prossimi edifici. E non volere, Filarco mio, da me ora quello che la fortuna mia tanto iniqua mi vieta ch’io possa. A me conviene avvezzare me stessi a quello in che omai, mentre che io viva, sarà necessario continuo essercitarmi, acciò che questo uso in me renda meno aspro quel che ora troppo m’è acerbo. Fuggono i sospiri miei altrove che ivi sempre essere ove in me arde il mio dolore; e le mie lacrime cadendo pel seno tornano onde furono premute al cuore. E questo mio dolore come cosa feroce e troppo mordace, quanto più dentro al mio petto starà rinchiuso e in oscuro nascoso, tanto forse dismetterà suo impeto e rabbia.

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titolo:
Deifira
titolo per ordinamento:
Deifira
autore:
opera di riferimento:
Opere Volgari Vol III, Laterza, Scrittori d'Italia a cura di Cecil Grayson, 1973
licenza:

data pubblicazione:
6 dicembre 1998
opera elenco:
D
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Catia Righi, catia.righi@risorse.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it