Dall’incipit del libro:

Chi si parte dalla marina del Finale, e su pel fianco dell’Appennino va verso le Langhe, si arresta trafelando ogni tratto a ripigliar lena, e a vedere quanta sarà ancora la salita, e quanto s’è scostato da quella spiaggia, diversa giù giù per foci di torrenti, per iscogliere tagliate a filo, per promontori neri, dirupati, somiglianti a mostri, che si inoltrano cimentosi nei flutti. Ma guadagnata che abbia la vetta del Settepani, sente l’affanno della via ripida e lunga, quetarsi in una vista maravigliosa. La catena dell’Alpi è di lassù un’occhiata infinita; e se vi si arriva all’apparire del sole, tutta la distesa di picchi, di coni, di aguglie, gli pare un mondo di cose vive e moventi. Si vorrebbe aver l’ali per lanciarsi su qualcuno di quei culmini, così alti nel cielo; e si abbassa di malavoglia lo sguardo, a cercare la via, giù per i gioghi avvolti ancora nell’ombra, lì sotto: dove per un lungo digradarsi di monti, si confondono villaggi, selve, burroni spaventosi; qua Montenotte, là Cosseria, castella e torri feudali per tutto; più lontana e più bella d’ogni altra quella di Vengore, che nera e solitaria si spicca su un altipiano, oltre il quale la nebulosa pianura.

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titolo:
Le rive della Bormida nel 1794
titolo per ordinamento:
rive della Bormida nel 1794 (Le)
autore:
opera di riferimento:
Le rive della Bormida nel 1794 / racconto di Giuseppe Cesare Abba. - Milano : Tipografia E. Civelli e C., 1875. - 424 p. ; 19 cm.
licenza:

data pubblicazione:
1 aprile 2011
opera elenco:
R
soggetto BISAC:
FICTION / Classici
affidabilità:
affidabilità standard
impaginazione:
Distributed proofreaders, http://www.pgdp.net
pubblicazione:
Catia Righi, catia_righi@tin.it
revisione:
Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it