Francesco Albergati CapacelliFrancesco Albergati Capacelli, commediografo (Bologna 1728-ivi 1804).

Di nobile famiglia, ricoprì importanti cariche nel governo della sua città ed ebbe una vita privata alquanto agitata (si sposò tre volte, e dovette persino subire un processo, risoltosi con l’assoluzione, dietro l’accusa di aver ucciso la seconda moglie).

La sua vera passione si rivelò il teatro, cui si dedicò con acceso fervore. Amico e ammiratore del Goldoni, dopo un certo numero di traduzioni di celebri drammi francesi, tra i quali Ines de Castro di Houdart De La Mothe, Il conte di Commingio di Francois Thomas Marie de Baculard de Arnaud, La Fedra di Jean Racine, iniziò a scrivere lavori originali raccolti poi nei cinque volumi del Nuovo Teatro Comico (1774-78), nei quali, a dispetto dell’appartenenza alla nobiltà, riprendeva, inasprendola, la critica sociale inserita nelle commedie di Goldoni (ricordiamo in particolare, a questo proposito, i Pregiudizi del falso onore e Il ciarlatore maldicente).

Nonostante i sentimenti democratici, Albergati fu però severo critico delle mode e costumi importati dalla rivoluzione francese.

Ciò nonostante accettò di assumere, nel 1801, la carica di ispettore degli spettacoli.

Della sua produzione vanno ancora ricordate, oltre a un volume di Novelle morali ad uso dei fanciulli (1779), alcune raccolte epistolari: Lettere capricciose (1786) in collaborazione con l’abate Zacchiroli; Lettere piacevoli, se piaceranno (1792) a G. Compagnoni; Lettere varie (1793) a F. Bertazzoli.

Fonti:

  • Enrico Mattioda, Il dilettante per mestiere: Francesco Albergati Capacelli commediografo, Bologna, Il Mulino, 1993.
  • Marina Vecchi Calore, Alcuni aspetti della personalità di Francesco Albergati Capacelli, in Il teatro italiano in Europa, Firenze, Olschki, 1985.

Note biografiche a cura di Paolo Alberti.

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autore:
Francesco Albergati Capacelli
ordinamento:
Albergati Capacelli, Francesco
elenco:
A