Il Sole 24 Ore

di Stefano Bucci

Libri e testi elettronici, alleati e non avversari. Oltre le antiche barriere di una presunta concorrenza sleale si potrebbe presto scoprire che nessun e-text vorrà mai sostituire la pagina scritta. Trasformando così la Grande Rete di Internet in una sorta di esca telematica per dare un’occhiata a quello Shakespeare o a quel Flaubert che sarà comunque sempre possibile (e forse necessario) acquistare tra gli scaffali dei nostri cari librai.

“Progetto Alexandria” e “Progetto Manuzio” sono due facce dello stesso impegno. Teso a creare una biblioteca universale accessibile via Web, una biblioteca telematica gratuita aperta a tutto il mondo e a tutte le lingue. Due progetti strettamente connessi dove il primo (forse destinato più ai tecnici) può dirsi ancora in una fase di sviluppo mentre il secondo è ormai più di una realtà. Tanto che sul sito dell’associazione Liber Liber (“Nullus amicus magis liber quam liber”) si possono correntemente trovare dai Fioretti di San Francesco ai Verbali della Commissione parlamentare antimafia. In virtù di un metodo efficiente ed economico di archiviazione, che facilita gli studi filologici ma che può aiutare anche le persone meno fortunate. Come i non vedenti che possono sfruttare display braille o come chi non è in grado, fisicamente, di sfogliare un libro.

Chiunque può aderire a Liber Liber: l’iscrizione costa soltanto cinquantamila lire (trentamila per gli studenti), ha validità dodici mesi e non ha reali vantaggi pratici se non quello di contribuire al ‘Progetto Manuzio’ che ne costituisce l’obiettivo principale. Con la speranza di creare un’ideale biblioteca senza confini degna della vagheggiata Alessandria. Una biblioteca fondata sulla versione elettronica di classici successivamente ricontrollati (“da esperti”) per evitare errori, di libri che non siano soggetti a copyright e di opere i cui autori siano deceduti da più di settanta anni. Tutti “condannati” ad essere ribattuti a mano oppure scannerizzati da audaci volontari (soprattutto studenti). Perché, dunque, non gettare nella rete di Alexandria e Manuzio anche quella Tempesta da noi tanto amata?

Per informazioni: Liber Liber, http://www.liberliber.it.