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Il Regno d’Etruria di Melchior de Vogüé
22 maggio 2013
Pubblicato Il Regno d’Etruria di Melchior de Vogüé.
Alla Società di pubbliche letture, chiamandomi a Firenze, piacque concedermi di parlarvi della vostra storia nella mia lingua nativa. Mi scuserò con essa e con voi; e quasi avrei intenzione di scusarmi con coteste nobili figure di Luca Giordano, avvezze ad ascoltare l’idioma che Paul Louis Courier, ellenista di gusto così squisito e sicuro, affermava «la più bella delle lingue viventi». Ma un forestiero mal volentieri si arrischia a balbettare la purissima lingua italiana a un’eletta di ascoltatori toscani.
La lotta politica in Italia. Volume I di Alfredo Oriani
21 maggio 2013
Pubblicato La lotta politica in Italia. Volume I di Alfredo Oriani.
Dall’incipit del libro:
Roma fu la patria dello stato, il suo impero la prima unità mondiale. L’individualità antica vi ottenne colla coscienza della propria interezza, quella dei rapporti che la riunivano allo stato. Infatti mentre nella Grecia, patria dell’individuo, questi rimaneva chiuso in se medesimo e lo stato era piuttosto una somma che una unità capace di subordinarsi gli individui imponendo loro le proprie necessità come un’idea superiore, per la quale fossero nati e nella quale vivessero, a Roma individuo e stato, astrattamente concepiti, si costituiscono con reciproca personalità.
Nuovi ePub di Svevo, Slataper e Diderot
20 maggio 2013
Grazie a Giulio Mazzolini, a Marco Totolo e alla revisione di Franco Perini pubblichiamo le versioni ePub:
“La novella del buon vecchio e della bella fanciulla” di Italo Svevo
Dall’incipit del libro:

Ci fu un preludio all’avventura del buon vecchio, ma si svolse senza ch’egli quasi l’avvertisse. In un breve istante di riposo dovette ricevere nel suo ufficio una vecchia donna che gli presentava e raccomandava una fanciulla, la propria figlia. Erano state ammesse alla sua presenza in forza di un biglietto di presentazione di un suo amico. Il vecchio strappato ai suoi affari non arrivava a levarseli del tutto dalla mente e guardava intontito il biglietto sforzandosi d’intenderlo presto e presto liberarsi dalla seccatura.
“Il mio Carso” di Scipio Slataper
Dall’incipit del libro:

Vorrei dirvi: Sono nato in carso, in una casupola col tetto di paglia annerita dalle piove e dal fumo. C’era un cane spelacchiato e rauco, due oche infanghite sotto il ventre, una zappa, una vanga, e dal mucchio di concio quasi senza strame scolavano, dopo la piova, canaletti di succo brunastro. Vorrei dirvi: Sono nato in Croazia, nella grande foresta di roveri. D’inverno tutto era bianco di neve, la porta non si poteva aprire che a pertugio, e la notte sentivo urlare i lupi. Mamma m’infagottava con cenci le mani gonfie e rosse, e io mi buttavo sul focolaio frignando per il freddo.
“Senilità” di Italo Svevo
Dall’incipit del libro:

Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.
“La religiosa” di Denis Diderot
Dall’incipit del libro:

La risposta del signor marchese di Croismare, se mai me ne darà, mi fornirà le prime righe di questo scritto. Prima di scrivergli, ho voluto conoscerlo. È un uomo di mondo, si è distinto sotto le armi, è anziano, vedovo, ha una figlia e due figli ai quali vuole molto bene e dai quali è adorato. Di nobili natali, è uomo colto, intelligente, di umore gaio, con un gusto spiccato per le belle arti. È soprattutto una persona originale. Mi hanno fatto l’elogio della sua sensibilità, del suo senso dell’onore, e della sua probità; e dal vivo interesse che ha dimostrato per il mio affare, nonché da tutto quello che mi è stato detto di lui, ho desunto che non mi ero affatto compromessa rivolgendomi a lui.
La delinquenza nella rivoluzione francese di Cesare Lombroso
Pubblicato La delinquenza nella rivoluzione di Cesare Lombroso.
Dall’incipit del libro:
Quella che si suole chiamare Rivoluzione dell’89, non fu che una grande rivolta e un grande delitto politico che servì ad aumentare una triste serie di comuni delitti; per cui chi vuol trattare dei suoi elementi criminosi dovrebbe rifarne tutta la storia; il che nè è mio cómpito, nè sarebbe possibile in poche pagine. Lasciando dunque agli storici l’esposizione dei tristi fatti, quella che sarebbe detta in lingua giuridica la requisitoria penale, facciamone noi che siamo solo poveri alienisti la diagnosi e la psicologia patologica.
La Cenerentola di Jacopo Ferretti
16 maggio 2013
Pubblicato La Cenerentola di Jacopo Ferretti.
Dall’incipit del libro:
La mia povera Cenerentola, figlia inaspettata e lavoro di pochi giorni, vuol essere a voi raccomandata, perché balzando fuori dal cenere del focolare dimanda un tutore, e non sa trovarlo meglio che in voi. Vuol anche che per me saper vi si faccia che, s’ella non comparisce con la compagnia di un mago operatore di fantasmagoria o di una gatta che parla, e non perde nel ballo una pantofola (ma più tosto uno smaniglio) come sul teatro francese o su qualche vasto teatro italiano…
I Francesi in Italia (1796-1815)
15 maggio 2013
Pubblicato I Francesi in Italia (1796-1815) di Vittorio Fiorini.
Dall’incipit del libro:
Saranno cento anni compiuti fra pochi giorni. Il 27 di questo medesimo mese di marzo, il cittadino generale Bonaparte, prendendo il comando di quell’esercito d’Italia che per tre anni continui aveva tentato indarno di rompere la cerchia delle Alpi occidentali, a’ suoi soldati «mal nutriti e quasi ignudi» additava, novello Annibale – e ne aveva l’età ed il precoce genio guerresco – «le fertili pianure, le ricche provincie, le grandi città della penisola» e prometteva che laggiù li avrebbe tratti a trovarvi «onore, gloria, ricchezze».
Donne, salotti e costumi di Ferdinando Martini
14 maggio 2013
Pubblicato Donne, salotti e costumi di Ferdinando Martini.
Dall’incipit del libro:
Una sera del maggio 1810, Alfonso di Lamartine, appena diciannovenne, in una diligenza sconquassata e seduto accanto al cocchiere, entrava per la porta San Gallo in Firenze. Poco innanzi, sua madre assestando la camera di lui aveva trovato una rosa appassita, delicatamente avvolta in un pezzo di mussolina, e dei versi…
Un sogno che non morrà! Esperta che a’ sogni di quella specie, in quell’età vaticinati immortali, è quasi sempre, invece, micidiale il mutamento di clima, la signora di Lamartine mandò sogno e figliuolo a viaggiare per l’Italia…
Mesmer e il magnetismo di Angelo Mosso
13 maggio 2013
Pubblicato Mesmer e il magnetismo di Angelo Mosso.
Dall’incipit del libro:
Su Mesmer e sul magnetismo animale si scrissero tanti libri che se ne farebbe una biblioteca. La libreria di Washington, che serve ai medici militari, conteneva, nel 1887, venti giornali tra vivi e morti, e duecento dieci tra libri e memorie che discorrono esclusivamente del magnetismo animale. Ciò s’intende senza tener calcolo delle riviste di medicina, di filosofia e di letteratura e tanto meno dei giornali quotidiani dove gli articoli su Mesmer sono così strabocchevoli che sarà difficile dare l’inventario anche solo dei migliori.
Napoleone di Anton Giulio Barrili
9 maggio 2013
Pubblicato Napoleone di Anton Giulio Barrili.
Dall’incipit del libro:
La notte dopo il 12 aprile del 1796, un giovane comandante d’esercito, passata la Bormida con una vanguardia di ottomila Francesi, veniva ragionando in certa sua forma tra imperiosa e familiare con uno di quei valligiani, tolto poc’anzi per guida fino alla gola di Plodio. Tra l’altro ch’egli disse, queste parole rimasero scolpite nella mente dell’ascoltatore, preso di molta ammirazione e già disposto a gran fede: «Ci sono in Italia duecentomila poltroni; ma io li impiegherò».
Storia della guerra della indipendenza degli Stati Uniti di America di Carlo Botta
8 maggio 2013
Pubblicato Storia della guerra della indipendenza degli Stati Uniti di America (Volume terzo) di Carlo Botta.
Dall’incipit del libro:
Avevano i ministri inglesi già da lungo tempo, siccome abbiam narrato, fatto il disegno di aprirsi la via dal Canadà sino alla Nuova-Jork per mezzo di un esercito, il quale venuto dai laghi sulle rive dell’Hudson si congiungesse nei contorni di Albanìa con tutto, o con una parte di quello, che militava sotto gli ordini del capitano generale Howe. In tal modo sarebbero state separate le province orientali dalle occidentali; il che si credeva, avrebbe dato al certo la vittoria finale della guerra. Imperciocchè le prime, dov’erano i popoli più avversi, oppresse da quella prepotente forza, non avrebbero potuto correre in soccorso delle seconde.
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