Marchesa Colombi (alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier)

///Marchesa Colombi (alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier)
Marchesa Colombi (alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier) 2016-10-14T03:23:59+00:00

Marchesa ColombiMarchesa Colombi è lo pseudonimo letterario di Maria Antonietta Torriani. Nata a Novara il 1 gennaio1840, in seguito al matrimonio con Eugenio Torelli Violler, fondatore e primo direttore del Corriere della Sera, si stabilisce a Milano, dove continua a vivere anche dopo la separazione dal marito.

Attiva frequentatrice degli ambienti letterari, si interessa in particolare alla riflessione sui contenuti e sulle forme veristiche del romanzo. Si impegna sin dal 1870 nel movimento femminile lombardo – che vede tra le sue massime esponenti Anna Maria Mozzoni – soffermandosi in particolare sull’analisi delle condizioni del lavoro femminile, tema che traspone in parte nei suoi testi. La vena di ironia pariniana, cui allude anche la scelta dello pseudonimo, si coniuga felicemente infatti, in alcune sue opere, come in In risaia, edita da Trevers nel 1878, oppure in Un matrimonio in provincia, pubblicata nel 1885 dalla casa editrice Galli, con un impegno sociale polemico e fortemente sentito.

Pur nella diversità dei risultati stilistici, i suoi testi sono caratterizzati sempre da una forte capacità comunicativa, che la tonalità ironica e a tratti sarcastica , così rara nella nostra tradizione letteraria – e quasi inesistente nella produzione delle scrittrici tardo ottocentesche – rende in molti casi altamente originali. Muore a Milano nel 1920.

Le opere

I testi di Marchesa Colombi rivelano una predilezione per le tematiche care al verismo, le quali vengono analizzate in alcuni casi in relazione alle problematiche sollevate dalla nascente "questione femminile" (sono gli anni del primo femminismo): nel romanzo In risaia, per esempio, l’analisi della dura vita dei campi è svolta attraverso la vicenda della protagonista Nanna, che perde i capelli in seguito alle febbri contratte durante la mondatura del riso.

Nelle opere della scrittrice è inoltre centrale il tema amoroso, indagato come caratteristica propria dell’immaginario femminile, motivo che però assume forme diverse in rapporto al contesto sociale in cui è inserita la protagonista: mentre Nanna, contadina, pur non dichiarando esplicitamente il suo amore a Gaudenzio, civetta con lui fino al momento in cui la perdita della bellezza e le offese verbali dell’antico amore non la fanno rinchiudere in un silenzio ostinato e rancoroso, Denza, protagonista di Un matrimonio in provincia, appartenente ad una famiglia proprietaria di terre seppur non benestante, consuma la giovinezza in appassionati "scambi di sguardi" con Onorato, illudendosi di esserne la fidanzata finché il ragazzo invece non sposa un’altra.

Le novelle presentano storie di profili differenti: Scene nuziali, raccolta edita dalla casa editrice Roux e Favale nel 1877, contiene un racconto umoristico e quasi surreale, Un velo bianco, dove il tema della novella sentimentale è riletto attraverso una mordace ironia; una vicinanza ai motivi della Scapigliatura si ritrova invece in Cavar sangue da un muro – presente nella raccolta Racconti di Natale del 1878 – in cui si narra la storia di un anziano emarginato e solo che alla fine vede, durante un accesso di follia, un muro gettare del sangue, o anche in Curare, novella raccolta in Cara Speranza del 1896, che narra la vicenda dello spirito di un uomo, da poco morto, rimasto imprigionato nel corpo ormai cadavere.

Anche nei racconti, inoltre, è possibile rinvenire la costante attenzione della scrittrice per la vita delle donne a lei contemporanee: in Storiella pedante, contenuta nella raccolta Scene nuziali, è presente il motivo tematico della "zitella", che si ripete anche in In risaia e in Un matrimonio in provincia, elemento che testimonia una riflessione non occasionale intorno ai modelli e ai tabù sociali dominanti coercitivi verso il soggetto femminile; nella stessa novella, inoltre, troviamo la figura di Odda, lavoratrice "d’arte" perché pittrice.

Marchesa Colombi è anche raffinata e divertita compositrice di un piccolo galateo, La gente per bene, pubblicato nel 1877, ed autrice di un saggio, Della letteratura nell’educazione femminile, edito nel 1871, che approfondisce la questione della lettura e della cultura come elementi di un percorso di formazione al femminile. Si dedica inoltre alla letteratura per l’infanzia, producendo opere come I più cari bambini del mondo, del 1882, I bambini per bene a casa e a scuola, del 1884, I ragazzi d’una volta e i ragazzi d’adesso, edito nel 1888, e Il piccolo eroe, del 1890.

Per il teatro scrive nel 1882 due testi, La creola, in collaborazione con Eugenio Torelli Violler, e Il violino di Cremona.

Note biografiche a cura di Sonia Riosa.

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

 
Autore:
Marchesa Colombi (alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier)
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Marchesa Colombi (alias Maria Antonietta Torriani Torelli-Viollier)
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